Stipendi dirigenti comunali, Ippaso: 'una sola parola: vergogna!!'

Soldi 2' di lettura 27/04/2012 - A volte le parole travalicano le più alte vette della fantasia, raggiungono livelli sconosciuti a noi poveri mortali. Mentre leggiamo allibiti il livello di sperperio di denaro pubblico che la nostra Amministrazione comunale riconosce ai vari dirigenti, ci rendiamo conto di quanto fosse vera la proprietà commutativa: “modificando la posizione dei fattori il risultato non cambia”. Eh no...non cambia per nulla! Il risultato è racchiuso in una sola parola: vergogna!!

Non critichiamo assolutamente i nostri dirigenti (ci mancherebbe...chi non vorrebbe essere al loro posto) ma ci disgusta il sistema pubblico, il panegirico di parole per giustificare una situazione che è solo disgustosa ai nostri occhi.

Da una parte si chiudono servizi necessari al cittadino (asili, osservatorio dei prezzi..), o si piange miseria e con essa si dichiara l'impossibilità di garantire il minimo decoro alla città per mancanza di fondi (vedi asfaltature) ovvero non si garantiscono quote minimali necessarie per la sopravvivenza di tasselli fondamentali per la crescita della nostra immagine in Italia e nel mondo (Festival della Parola), mentre, dall'altra, si percepisce una sorta di prurito leggendo che 15 dirigenti comunali si spartiscono ben 620.000 euro all'anno.

Ma non c'è la crisi a Pesaro? Ma non ci sono tanti nostri concittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese?? E a queste persone che cosa raccontiamo?

Crediamo che non sia giusto, educato, serio, accettabile, leggere che i nostri “supermanager” potrebbero anche non incassare i premi di produzione per “scarsi risultati” e che quindi si troverebbero SOLO ad avere lo stipendio fisso (premettiamo che il più basso è 60.000 euro lordi all'anno). Noi poveri mortali che lavoriamo, assumendoci tutti i santi giorni le responsabilità derivanti dai nostri ruoli e mansioni, vorremmo solo puntualizzare che, chi di noi ottiene scarsi risultati, non perde i premi di produzione...MA VIENE LICENZIATO.

Il mondo reale è molto diverso da quello ovattato che si respira nelle Amministrazioni Comunali.

Un divario che viene ancora di più acuito dal fatto che, chi amministra una città o uno Stato, lo fa con i soldi non suoi e che quindi vive il tutto con meno peso di responsabilità e pathos. In un momento di grande crisi economica che sta logorando il nostro Paese bisognerebbe dare dei segnali tangibili alla gente, dimostrare un minimo di dignità, far capire loro che facciamo tutti parte dello stesso sistema.

La gente vuole i fatti e non se ne fa più nulla delle parole....con le parole non si compra il pane.


da Davide Ippaso
Segretario Confcommercio Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2012 alle 16:44 sul giornale del 28 aprile 2012 - 2388 letture

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