Napolitano a Pesaro: considerazioni sulla situazione del nostro povero, martoriato, paese

Giorgio Napolitano 3' di lettura 24/04/2012 - L'occasione di avere il presidente Napolitano a Pesaro, nel giorno della Festa della Liberazione, ci costringe ad alcune doverose considerazioni sulla situazione del nostro povero, martoriato, paese.

Napolitano ci ha infatti liberato dal precedente premier, di cui eufemisticamente eravamo poco orgogliosi, lasciandoci però in mano ad un personaggio, Mario Monti, che è un rappresentante proprio di quel mondo della finanza e delle banche che ha gettato nel caos, e quasi distrutto, il tessuto sociale, economico e produttivo, di tutto il mondo occidentale.

Le sirene allarmanti del fantomatico spread che si impennava hanno portato il presidente Napolitano a cedere il bastone del comando ad un governo non eletto democraticamente, e che risponde più ai dettami della BCE (banca centrale europea) che a quelli di un popolo italiano allo stremo delle forze. Ed infatti il premier Monti, in questi pochi mesi di governo (e dopo le prime sanguinose finanziare di Tremonti) è riuscito ad elaborare misure draconiane che hanno impoverito in un battito di ciglia gli italiani di tutte le classi sociali, senza intaccare veramente le vere lobby di potere economico, nè ridurre le spese inutili dello stato, da quelle in armamenti agli scandalosi costi della politica.

Le tasse sulle prime case e perfino sui pagliai, ma non sulle fondazioni bancarie, i drastici colpi alle pensioni dei cittadini, ma non a quelle dei parlamentari, i minacciati e quasi certi tagli alle garanzie dei lavoratori, ma non ai rimborsi elettorali, sono la prova manifesta di quanto sia assente dall'attività di questo governo, appoggiato da Napolitano e dai principali partiti, la tanto sbandierata equità sociale.

Al contrario, l'Italia è ora con uno spread un poco più basso (ma che rimane facilmente sotto la mano oscura della speculazione finanziaria) ma con uno stato sociale impoverito, e con una produttività azzerata, che non lascia spazio ad altro che ad una profonda recessione, senza vie di fuga. Tante tasse sono state inventate, ma nulla è stato spostato verso maggiori tutele ai cittadini in difficoltà, nè verso la creazione di posti di lavoro.

La recente introduzione dell'obbligo del pareggio di bilancio in costituzione, firmata anche dal presidente Napolitano, e l'obiettivo di approvare il fiscal compact (legge europea che ci obbligherà alla riduzione del debito dal 120% del PIL al 60%) porterà l'Italia a predisporre continui tagli e nuove tasse, solo per centrare dei parametri imposti dall'alto, per numerosi anni a venire. Dovremo scordarci i soldi per nuovi ammortizzatori sociali o per incentivi al lavoro.

Nel giorno della Liberazione, possiamo solo augurarci che sorga una nuova, estesa, trasversale forma di Resistenza al nuovo fascismo imperante, quello del mondo finanziario.

Andrea Zucchi - SEL Pesaro
Italo Campagnoli (Liste Civiche Marche)
Thomas Olivieri (Sinistra Unita Fano)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2012 alle 17:38 sul giornale del 26 aprile 2012 - 1410 letture

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