L'occhio del tifoso: 'Tutti in piedi per la Vuelle'

Ape Andrea 2' di lettura 23/04/2012 - Fra la Vuelle Pesaro e il Banco di Sardegna Sassari, chi ha aperto la porta dei sogni è stata la prima, imponendosi per 89 a 81. Oggi la Scavolini Siviglia è ancora di più nell’Olimpo del basket italiano; erano 10 anni che ciò non accadeva.

Gran bella partita, ha vinto la difesa della Scavo sull’attacco del Banco. L’allenatore che avesse fatto vincere la propria squadra nella partita di ieri avrebbe imposto la propria filosofia, la propria “visione” del basket. Prima di questo match la giornalista Elisabetta Ferri aveva chiesto a coach Sacchetti del Banco Sardegna: “I giocatori la adorano perché lei, da ex giocatore, li fa giocare liberi: ma è proprio così?”. E’ stata una domanda retorica. La sottile ed arguta “Betta”, col suo quesito, non cercava una vera richiesta di informazione a coach Sacchetti. Intendeva eliminare tutte le affermazioni contrarie a quella implicita nella domanda stessa e cioè: Sei adorato perché sei stato un giocatore. Infatti la risposta dell’allenatore avversario è stata: “Cerco di metterli a proprio agio. Se c’è uno sbaglio non c’è punizione, i miei giocatori devono solo capire qual è la scelta giusta e io non sono rigido”.

Luca Dalmonte, il nostro “sergente di ferro”, non ha mai praticato la nobile arte del canestro ma l’ha studiata, profondamente, da vero scienziato. I due direttori d’orchestra, gli allenatori, che si sono affrontati ieri, hanno concezioni di gioco antitetiche. Ancora una volta il responso del campo ha dato ragione all’allenatore della Scavolini Siviglia. Nella partita con Cremona James White si è lamentato perché il suo allenatore lo richiamava in panchina, così ha fatto Daniel Hackett a Varese. Due ottimi allievi che si sono rammaricati con il proprio maestro perché puniti per non aver eseguito bene i loro compiti. Ieri, a 2’ e 39” dalla fine della partita, sul punteggio di 81 a 75, la Scavo era in affanno ed era possibile l’ennesima rimonta da parte del Banco di Sardegna. Coach Dalmonte ha chiamato il time out e, prima di avvicinarsi ai suoi ragazzi, si è portato entrambi le mani sulla fronte. Si è concentrato per un istante, rapidamente ha analizzato la situazione e poi ha assegnato i compiti ai propri giocatori.

Ricorda tanto il “Veni, vidi, vici” di Giulio Cesare. Luca Dalmonte ha ottenuto un’altra straordinaria vittoria. Merito anche del suo Vice Umberto Badioli che, come un vero e proprio angelo custode, lo accompagna e lo aiuta sempre nelle difficoltà. Ora attendiamo, a viso aperto, la Montepaschi Siena; il popolo biancorosso sarà “In piedi per la Vuelle!”






Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2012 alle 09:18 sul giornale del 24 aprile 2012 - 1814 letture

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