Il Movimento Radicalsocialista a Fosso Sejore per dire no all'ospedale unico

Fosso Sejore terreno dove sarà costruito Ospedale Unico 3' di lettura 19/04/2012 - Il Movimento Radicalsocialista parteciperà alla manifestazione di sabato mattina a Fosso Sejore, per dire un chiaro NO non soltanto al sito assurdamente prescelto come sede del nuovo ospedale unico, ma anche al metodo oligarchico con cui politici ed amministratori decidono questioni fondamentali per la vita dei cittadini.

Karl Popper insegnava che uno dei requisiti essenziali del metodo democratico (a differenza di quello dispotico) è la capacità di rendere le scelte politiche e amministrative controllabili dai cittadini e in ogni momento reversibili di fronte a obiezioni razionali e fondate. A questa autorevole lezione ci ha fatto pensare la protervia con cui gli esponenti del potere locale, ed in primis gli esponenti di un partito che si definisce per l’appunto “democratico”, hanno invece fretta di dichiarare chiusa e irreversibile la scelta di Fosso Sejore come sede del futuro ospedale provinciale. Cosa nasconde tanta ansia di troncare obiezioni e proteste, in un progetto che in ogni caso richiederà molti anni prima di essere realizzato? Anche ammesso (ma è ancora tutto da dimostrare) che quella dell’ospedale unico sia una buona causa, perché comprometterla con la scelta del peggiore dei siti possibili?

Il perché quella di Fosso Sejore sia una scelta grave e insensata da tutti i punti di vista, è stato ampiamente illustrato dalle iniziative svolte in questi mesi dal Coordinamento “La salute ci riguarda”, al quale convintamente aderiamo. Quello che ci preme aggiungere, sulla base della sensibilità e dell’impegno che da sempre ci contraddistinguono come movimento per la democrazia diretta e la partecipazione dei cittadini, è l’incredibile pretesa degli amministratori locali – proprio in un momento di così basso gradimento della politica e dei suoi metodi oligarchici – di giustificare qualsiasi loro scelta col fatto di essere stati “democraticamente eletti”, come se la democrazia valesse soltanto per un giorno ogni cinque anni: il giorno delle elezioni! Si evita come la peste di sottoporre a pubbliche discussioni le decisioni prese nelle segrete stanze, e quando questo accade, come in una recente conferenza nella sala consiliare della Provincia, si zittisce come “claque” la gente che rumoreggia e contesta. Perfino nella bistrattata “prima repubblica” c’era una sensibilità maggiore per l’umore popolare, al punto che una manifestazione di protesta o un sondaggio contrario determinavano ripensamenti, passi indietro, dimissioni e crisi di governo anche locali.

Anche a non considerare sondaggi on-line che attestano come superiore all’80% la contrarietà popolare all’operazione Fosso Sejore, chiediamo agli amministratori di mettersi umilmente in ascolto del parere dei cittadini, attraverso un sondaggio con tutti i crismi dell’attendibilità affidato ad un serio istituto di ricerca, oppure mediante un vero e proprio referendum provinciale, nella consapevolezza che non è certo questo il tempo, per la politica, di mostrare i muscoli ed ostentare l’arroganza del Potere: il “celodurismo” ha miseramente travolto i suoi stessi fondatori. Con queste finalità specifiche aderiamo alla manifestazione unitaria di sabato in difesa della sanità pubblica, della salvaguardia (ecologica e turistica) del litorale tra Pesaro e Fano e della trasparenza delle scelte amministrative che riguardano la nostra comunità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2012 alle 10:46 sul giornale del 20 aprile 2012 - 785 letture

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