Palazzo Ricci: Francesco Accattoli legge, racconta, spiega Giuseppe Ungaretti

 Rai Teche dedicato a Pasolini, firmato da Saponara e presentato da Matteo Fantuzzi 3' di lettura 09/08/2011 -

Dopo il grande successo degli appuntamenti dedicati a Pasolini, Alda Merini, Eugenio Montale, Mario Luzi e Umberto Saba, giovedì 11 agosto, ore 21, Corte giardino di Palazzo Ricci a Pesaro, Francesco Accattoli legge, racconta, spiega GIUSEPPE UNGARETTI e presenta il documentario Rai Teche sul poeta di GIUSEPPE SAPONARA. Il sesto e ultimo appuntamento dell’Angolo della Poesia: l’inizio di un viaggio.



La poesia ha conquistato tutti. La città di Pesaro ha sposato e amato senza riserve il progetto ideato e diretto dal regista Giuseppe Saponara in collaborazione con l’Accademia Mondiale della Poesia: un evento, libero e gratuito nella magnifica corte giardino di Palazzo Ricci a Pesaro, organizzato in collaborazione con il Comune e la Provincia per omaggiare -nel corso di sei settimane estive- alcuni dei grandi poeti del Novecento itaiano.

Le voci di Pasolini, Montale, Saba, Luzi e Alda Merini hanno così invaso la città grazie alla forza dei documentari delle Teche Rai, firmati da Giuseppe Saponara, proiettati en plein air dopo l'introduzione di altrettanti poeti contemporanei.

Giovedì 11 agosto il ciclo arriva così al suo appuntamento conclusivo (sempre nel cortile di Palazzo Ricci e in caso di pioggia presso la Sala della Provincia) che Saponara dedica a Giuseppe Ungaretti.

Giuseppe Ungaretti (1888-1970)

Nato ad Alessandria d’Egitto da genitori toscani nel 1888, Ungaretti rimane ben presto orfano di padre e viene mantenuto e allevato dalla madre Maria che gli garantisce un’istruzione nelle migliori scuole. E’ proprio a scuola che Ungaretti si avvicina alla poesia e al fascino di una cultura multietnica che in Egitto gli dà modo di venire in contatto con mondi e persone diverse. Affascinato dai poeti francesi, Ungaretti decide quindi di trasferirsi a Parigi per frequentare l’Università. Conosce così intellettuali e artisti come Apollinaire, Picasso, Braque, De Chirico, Papini, Palazzeschi, Soffici e Modigliani. Arruolatosi volontario per la prima guerra mondiale, il poeta pubblica nel 1916 la sua prima raccolta Il porto sepolto.Al termine della guerra arrivano la raccolta L’Allegria, caratterizzata da una poetica vicina a quella dei simbolisti francesi, il matrimonio, due figli e il trasferimento in Italia, non lontano da Roma. E’ qui che Ungaretti, che nel 1915 ha conosciuto personalmente Mussolini, firma il Manifesto degli Intellettuali Fascisti. Alla fine degli anni venti una conversione religiosa caratterizza la vita del poeta che la rappresenta nel Sentimento del Tempo, imprescindibile riferimento per tutti i poeti ermetici. Nel 1936, dopo diversi viaggi, Ungaretti accetta una cattedra all’Università di San Paolo del Brasile dove affronta la perdita di un figlio e rimane sino al 1942 quando ottiene una cattedra a Roma e fa quindi rientro in Italia. Divenuto noto al grande pubblico alla fine degli anni sessanta per la sua lettura televisiva dell’Odissea, Ungaretti morirà a Milano nel 1970.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2011 alle 10:03 sul giornale del 10 agosto 2011 - 1811 letture

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