Al via la 47° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Mostra Internazionale del Nuovo Cinema 6' di lettura 20/06/2011 -

Domenica sera, con un avanfestival che ha visto la proiezione del film Rossini! Rossini!, in omaggio alla città, a Rossini e al grande Maestro Monicelli, si è aperta la 47. Edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro, sullo sfondo della suggestiva Piazza del Popolo in festa.



E’ stato anche un omaggio allo scenografo pesarese Bruno Cesari, complice di Monicelli per questo film, premio Oscar nel 1988 per L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci e collaboratore di alcuni dei più grandi registi contemporanei: a lui, morto nel 2004, la mattina di sabato 25 la città di Pesaro dedicherà una piazzetta alla presenza di Bertolucci.

Lunedì, la Mostra è entrata nel vivo del programma con l'alternarsi sullo schermo del Teatro Sperimentale delle varie facce della non fiction Made in Russia dell'ultimo decennio, e le prime opere degli anni '60/'70 di Bernardo Bertolucci, che fanno parte del 25. Evento Speciale dedicato a questo artista profondamente legato alla città di Pesaro e alla storia del Festival. In programma: La Commare secca, Prima della rivoluzione e La strategia del ragno.

Lunedì sera, in Piazza, Trabalhar Cansa, lungometraggio brasiliano diretto da Juliana Rojas e Marco Dutra, il primo fra i titoli in concorso ad essere sottoposto al parere della giuria composta da Fabio Ferzetti, Isabella Ragonese e Marina Spada.

DOCUMENTARI RUSSI

Nel 1980 la Mostra di Pesaro portò all’attenzione del pubblico la cinematografia russa grazie a un’imponente retrospettiva, realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Giovanni Buttafava, rimasta a distanza di trent’anni un momento fondamentale di scoperta e comprensione della produzione dell’URSS per il grande schermo.

Oggi una generazione di cineasti trenta-quarantenni si affaccia con successo ai grandi festival internazionali ottenendo ampi riconoscimenti ma, ancora, non sufficiente attenzione da parte dei distributori italiani. La retrospettiva sul “Cinema Russo Contemporaneo” organizzata a Pesaro l’anno scorso è stata quindi l’occasione per scoprire una cinematografia incredibilmente vivace e innovativa che dal 2003 - anno in cui Il ritorno vinse il Leone d’Oro a Venezia e Roads to Koktebel fece conoscere il talento di Boris Khlebnikov e Aleksey Popogrebsky – a oggi ha prodotto decine di film capaci di riflettere una situazione politica del tutto mutata e di offrire uno sguardo inedito e illuminante su un paese geograficamente sterminato e caratterizzato, da un punto di vista sociale, da mille contraddizioni. Le stesse che hanno stimolato la creatività di un nutrito gruppo di giovani autori.

Quest’anno, invece, le opere di non-fiction saranno invece le grandi protagoniste della 47a edizione del festival.

In particolare, durante il Festival ci si soffermerà sulle opere di 3 protagonisti della cinematografia russa contemporanea; un trio ormai affiatato composto da Pavel Kostomarov, Antoin Cattin, Aleksandr Rastorguev, in cui temi complessi e impegnati vengono affrontati con sguardo critico e pungente. Sempre per restare fedeli agli intenti della precedente edizione, si è voluto privilegiare il lavoro e le opere di donne, più o meno note, come Marina Razbezkina, Alina Rudnickaja e Galina Krasnoborova, le quali rappresentano una nuova “scuola” del documentario russo. Ha inaugurato questa sezione Blokada/Blockade di Sergej Loznica. Realizzato attraverso il montaggio di una serie di sequenze e di documenti trovati da Loznica negli archivi di Mosca, Blokada rievoca l’assedio di Leningrado (1941-1944), quando stanno per ricorrere settant’anni. Il film è costituito interamente da materiale d’archivio e le immagini sono state montate e accompagnate da una sonorizzazione di Vladimir Golovnickij che ha la capacità di rendere queste scene di vita delle manifestazioni autentiche della drammaticità di quegli eventi. Così le scene che vediamo sullo schermo trascendono la contingenza storica, non costituiscono una mera evocazione di un drammatico passato per diventare invece una realtà ‘rianimata’ che lascia oggi senza fiato.

A seguire, Svyato di Viktor Kosakovskij. A due anni Svyatoslav (abbreviato in Svyato) non ha ancora visto uno specchio. La prima volta che se ne trova uno davanti crede che si tratti di un vetro al di là del quale c’è un altro bambino con cui giocare. In tale scoperta Svyato attraversa tutte le tappe della prima esperienza di riconoscimento di se stesso. Poi scopriremo che si tratta del figlio del regista mentre il significato dell’abbreviazione del nome in Svyato riconduce anche al termine “sacro”. Commovente e spietato allo stesso tempo, il film associa all’afflato poetico e malinconico tipico della cultura russa più autentica l’impassibilità e il rigore scientifico propri del razionalismo occidentale.

Infine, la straziante vicenda di una madre, Ljuba, con Mat’'IThe Mother, di Antoine Cattine e Pavel Kostomarov. Ljuba è una donna forte che, con coraggio e un istinto materno senza pari, fugge dal marito alcolizzato e violento per lavorare in una fattoria e mantenere i nove figli. The Mother è un documentario che, nonostante la tragicità degli eventi (all’età di quattordici anni, Ljuba è stata venduta in matrimonio in cambio di una bottiglia di vodka), riesce a trasmettere una speranza, quella di una donna che, con la forza dell’amore, combatte e sacrifica se stessa per il bene dei suoi figli. Per gli autori, “Esistono due tipi di cinema: uno parla di amore, l’altro di odio; The Mother appartiene alla prima categoria”. (A. Cattin e P. Kostomarov)

25 EVENTO SPECIALE: BERNARDO BERTOLUCCI

Durante quello che è stato definito da molti come “l’anno Bertolucci”, il 2011, non poteva non regalare anche qui a Pesaro un contributo al grande regista, simbolo della nostra cinematografia nel mondo. Ed è proprio a Bernardo Bertolucci che quest’anno è dedicato il 25 Evento Speciale sul cinema italiano, organizzato dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e da CinecittàLuce, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Già lo scorso anno andò a Bertolucci il premio Pesaro Nuovo Cinema, e proprio in quell’occasione, nacque l’idea per questa grande retrospettiva curata da Adriano Aprà. Dal debutto a soli 21 anni con La commare secca del 1962, programmato oggi al Teatro Sperimentale, a The Dreamers del 2003, l’opera di Bertolucci non ha cessato di confrontarsi con la propria epoca sia storica che cinematografica, né tantomeno ha abbandonato l’intento inquisitore di sfidare il presente. Passato e presente si incontrano magistralmente in opere come La strategia del Ragno e Novecento, Il conformista e L’ultimo Imperatore, solo per citarne alcune. La personale dedicata a Bernardo Bertolucci è accompagnata dal volume edito da Marsilio, Bernardo Bertolucci. Il cinema e i film a cura di Adriano Aprà, che intende promuovere una rilettura dell’intera filmografia di questo nostro autore, coinvolgendo saggisti giovani e non, invitati ad intervenire su un’opera che riflette sempre nuova luce. Più di 20 i film che saranno proiettati in versione integrale, molti dei quali recentemente restaurati, in programma al Teatro Sperimentale fino alla chiusura del Festival. Inoltre, il pomeriggio di sabato 25 giugno, interverrà alla Mostra lo stesso Bertolucci, intervistato da Bruno Torri e Adriano Aprà nel corso di un incontro pubblico.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2011 alle 17:31 sul giornale del 21 giugno 2011 - 1807 letture

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