Domo 360: il punto di vista degli industriali pesaresi sugli esiti della manifestazione

confindustria generico 4' di lettura 06/10/2009 - Claudio Pagliano, come presidente del Consiglio del Gruppo Mobile e Legno, dirama il seguente comunicato. Dunque è andato tutto bene, anzi benissimo. Affari, promesse di affari e visitatori: tutto a gonfie vele!

Nel comunicare i grandi successi di DOMO 360 non si sono fatti mancare nulla, perfino una chiusura ritardata dei padiglioni per il grande afflusso. Peccato che da operatori commerciali, agenti e commercianti, non giungano queste notizie. Corridoi vuoti, parcheggi liberi ed una partecipazione di aziende che non ha nulla a che vedere con il mondo del mobile: piastrelle, pelli per divani, altro che rifiuto di spazi ad aziende che intendevano iscriversi all’ultimo minuto.


Due padiglioni chiusi rispetto alle edizioni tradizionali del Salone del Mobile di Pesaro passati sotto silenzio, un altro padiglione destinato ad una sola azienda di fuori regione; in sostanza la fiera si è ridotta a tre soli padiglioni e ciononostante si comunica che i visitatori sono stati 31.000; l’edizione del 2005, con tutti i padiglioni riempiti, con la presenza dei principali marchi pesaresi, che notoriamente investono in ospitalità, aveva stimato più modestamente 15.000 visitatori. Poi oggi si scopre che il giro di affari di 20 – 25 milioni di euro non è mai stato ufficializzato dall’ICE: peccato ci avevamo quasi creduto! 95 le aziende come da catalogo ed elenco sul sito internet, di queste 37 provenienti dalla regione Marche. Dalla provincia di Pesaro sono 30 (trenta), di queste 3 sono associate a Confindustria; a proposito nessun provvedimento è stato preso nei loro confronti. Dunque la montagna ha partorito il topolino. Dove sono tutte queste piccole aziende del distretto per le quali abbiamo investito quasi 2 milioni di euro e per le quali abbiamo avuto accorati appelli per la loro salvezza dalle grinfie dei “grandi e ricchi” di Confindustria?


Tutti i dati snocciolati da Fiere di Pesaro non sono verificabili e quindi non ci interessano. Di sondaggi positivi ne abbiamo sentito parlare anche in altri anni, poi sappiamo tutti come è andata a finire. Noi ribadiamo la nostra richiesta di conoscere costi e ricavi della manifestazione; lo pretendiamo in quanto membri del sistema camerale che mette i soldi nella società e perché la fiera ci “appartiene“ più di qualsiasi altra categoria per gli enormi investimenti fatti negli anni passati. In fiera giravano voci di spazi gratis o fortemente scontati; per evitare che ci sia il sospetto di quella che sarebbe una scorrettezza commerciale oltre che un danno economico, chiediamo che siano resi noti i dati relativi ai ricavi come facemmo nel 2005, quando le associazioni di categoria unite avevano coordinato la manifestazione. Fiere di Pesaro di tutto questo non parla, dando per scontato il successo della manifestazione, non risponde alle nostre domande, alle critiche di Valter Scavolini, del consigliere comunale Italo Campagnoli, del titolare della Pentamobili e di quelle garbate, ma ficcanti, di Enrico Tonucci e della maggioranza di agenti ed operatori commerciali che hanno dato della manifestazione un giudizio poco edificante.


Si ha il dovere di chiedere assoluta trasparenza mediante un controllo serio ed approfondito da effettuarsi in contradditorio nell’interesse degli operatori e della “collettività”. Della intervista di Roberto Forni si cita ciò che fa comodo glissando in modo disinvolto sugli altri temi, questi sì importanti, da lui posti sul tappeto. Qual è stato il volto di DOMO 360? Se alla fine, per ammissione degli stessi organizzatori, la manifestazione ha avuto un senso per le delegazioni estere, a che cosa sono serviti gli investimenti pubblicitari per il mercato interno che non ha assolutamente risposto? Quale strategia commerciale c’è dietro la decisione, qualche giorno prima dell’inaugurazione, di aprire la fiera anche al pubblico tutti i giorni se non quella di mascherare un fallimento di presenze. Per quanto riguarda gli alberghi, questi erano già pieni per la convention di Herbalife, DOMO 360 non ha alcun merito. Qualcuno dei nostri associati temeva che un eventuale insuccesso della fiera ci venisse addebitato per la decisione di non prendervi parte, ma la maggioranza non aveva questo timore.


Avete mai sentito dire a Fiere di Pesaro di aver commesso un errore? Mai. Andava sempre tutto bene, manifestazione dopo manifestazione, ma, se così fosse, perche l’azienda è costretta a continue iniezioni di risorse da parte della Camera di Commercio e non trova mai pace tra consigli di amministrazione e amministratori unici che cambiano ad ogni piè sospinto? In ultimo, ci chiediamo come Fiere di Pesaro ritenga possibile che Confindustria possa tenere un atteggiamento costruttivo sedendosi nuovamente ad un tavolo con chi l’ha citata in Tribunale per ben due volte e ne è uscito due volte sconfitto. Ci auguriamo che quanto da noi dichiarato non costituisca nuovo oggetto di denuncia; se così fosse, saremo naturalmente pronti a difendere la nostra libertà ed autonomia. Su una cosa siamo però d’accordo: hanno detto che non intendevano fare una copia della Fiera di Milano, possiamo garantire che ci sono riusciti benissimo!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2009 alle 13:46 sul giornale del 07 ottobre 2009 - 1132 letture

In questo articolo si parla di economia, confindustria, Confindustria Pesaro





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