Al via il XXX Rossini Opera Festival

opera| 07/08/2009 - Prenderà il via domenica 9 agosto la trentesima edizione del Rossini Opera Festival. In cartellone figurano due nuovi spettacoli, Zelmira e La scala di seta, nonchè la ripresa del Comte Ory già visto e apprezzato nel 2003

Al fianco delle tre principali produzioni liriche, il Viaggio a Reims intepretato dai giovani talenti dell’Accademia Rossiniana; i Concerti di Belcanto (protagonisti Mariola Cantarero, José Manuel Zapata, Gregory Kunde e Olga Peretyatko); il Concerto sinfonico per il bicentenario della morte di Haydn (solista Ewa Podleś); la prima sessione dell’esecuzione integrale dei Péchés de vieillesse; la Petite Messe Solennelle, che chiuderà il festival 2009 il 20 agosto; i tradizionali Incontri a cura dei musicologi della Fondazione Rossini. Zelmira (in scena il 9, 12, 15, 18 agosto alle 20 all’Adriatic Arena) è opera che ancora non ha trovato la giusta collocazione nell’immaginario dei rossiniani.



Accolta al suo apparire da successi deliranti (basti ricordare gli esiti della tournée viennese che tanto irritarono Beethoven), viene oggi considerata una delle creazioni di Rossini più significanti, ma anche una delle più sfuggevoli e complicate. Roberto Abbado, recentemente insignito del prestigioso premio Abbiati, potrà contare su un cast che comprende Kate Aldrich, Marianna Pizzolato, Francisco Brito, Alex Esposito, Juan Diego Flórez, Gregory Kunde, Mirco Palazzi, Sávio Sperandio. L’affidamento del ruolo di Zelmira a Kate Aldrich ribadisce la propensione del Festival ad affidare alla voce di mezzosoprano i ruoli creati da Rossini per Isabella Colbran; Juan Diego Flórez e Gregory Kunde rinverdiranno l’eccitante contesa dei tenori rossiniani storici Giovanni David e Andrea Nozzari; ma l’attesa curiosa riguarda il debutto pesarese di Giorgio Barberio Corsetti, regista di una recente Pietra del paragone assai lodata.



Con lui collaboreranno lo scenografo Cristian Taraborrelli e, per i costumi, Angela Buscemi. La scala di seta, la più bella e sviluppata delle cinque farse con cui il giovane Rossini ha imposto perentoriamente il suo genio di musicista e teatrante, è programmata il 10, 13 e 16 agosto alle 20 e il 18 agosto alle 11, sempre al Teatro Rossini. La messinscena è stata affidata all’estro di Damiano Michieletto, che già con la La gazza ladra allestita a Pesaro nel 2007 ha dimostrato di aver colto appieno il senso della visionarietà rossiniana: nel suo sodalizio con Paolo Fantin, il regista veneto ha accettato con inventiva e humour la difficile sfida di una produzione low cost. Lo spettacolo è impreziosito con l’inserimento di una grande aria ‘doc’ per il personaggio di Blansac, ruolo cui all’epoca Rossini non dette adeguato risalto. Guidati da un direttore spiritoso e irriverente che ha fornito un contributo sostanziale alla discografia rossiniana come Claudio Scimone (che quest’anno ha festeggiato il mezzo secolo di attività con i suoi leggendari Solisti veneti), nella compagnia di canto figurano Anna Malavasi, Olga Peretyatko, Paolo Bordogna, Carlo Lepore, Daniele Zanfardino e José Manuel Zapata.



Per il Comte Ory (in programma l’11, il 14, 17 e 19 agosto alle 20 al Teatro Rossini), un cast di giovani, alcuni provenienti dall’Accademia Rossiniana: Natalia Gavrilan, Maria José Moreno, Rinnat Moriah, Laura Polverelli, Roberto De Candia, Lorenzo Regazzo, Yijie Shi, affiancheranno il regista, scenografo e costumista spagnolo Lluis Pasqual nella riproposizione di uno spettacolo intrigante e felicemente ambiguo, avvalendosi dell’esperienza del direttore d’orchestra Paolo Carignani, di ritorno a Pesaro dopo una lunga attività all’estero dove ha sviluppato una carriera di grande rilievo. La surreale ironia rossiniana trasforma l’opera comica in un eccitante esercizio d’intelligenza: composta quando la farsa della tradizione italiana era praticamente scomparsa, Le Comte Ory adotta intensivamente il più banale dei suoi trucchi, il travestimento, e ne fa il protagonista assoluto.



L’idea geniale di Lluis Pasqual è stata di applicare questo meccanismo a un gruppo di amici che decidono di divertirsi praticando un gioco basato appunto sul travestimento, il francese jeu de rôles. La maschera assunta per recitare la finzione fornisce il pretesto per approcci e discorsi equivoci diventando il passaporto per un viaggio ai confini del lecito. Anche quest’anno saranno in campo le due orchestre che con tanto lodevole impegno contribuiscono a mantenere alto il livello della manifestazione: l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna (che si avvale del sostegno di Unipol Gruppo Finanziario) e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento: oltre alle opere, eseguiranno rispettivamente la Petite Messe Solennelle, diretta da Paolo Carignani e cantata da Kate Aldrich, Anna Bonitatibus, Francesco Meli, Mirco Palazzi, e un concerto celebrativo del bicentenario della morte di Joseph Haydn, diretto da Lukasz Borowicz con la partecipazione del grande contralto Ewa Podleś. Oltre all’abituale partecipazione del Coro da Camera di Praga diretto da Lubomír Mátl, quest’anno il Rof registrerà la presenza, nella Zelmira, del Coro del Teatro Comunale di Bologna diretto da Paolo Vero. L’Accademia Rossiniana prosegue il compito di insegnare una corretta interpretazione di Rossini a giovani d’ogni provenienza, preparandoli ad affrontare adeguatamente le richieste sempre più numerose di teatri e istituzioni che vedono nel festival pesarese una fucina affidabile di specifici talenti. Il battesimo pubblico degli allievi avverrà con l’ormai classico appuntamento del Viaggio a Reims di Emilio Sagi, diretto dal giovane maestro thailandese Trisdee Na Patalung (12 e 15 agosto alle 11 al Teatro Rossini).



Un ambizioso progetto sviluppato in collaborazione con l’Ente Concerti di Pesaro e con l’Accademia Musicale Napoletana diretta da Massimo Fargnoli riguarda l’esecuzione integrale dei Péchés de vieillesse, da presentarsi nel corso dei prossimi quattro anni. L’opera pianistica, che ne costituisce la parte più consistente, verrà accostata a quella di compositori in qualche modo legati all’immagine di Rossini, sfruttando anche coincidenze onomastiche (quest’anno quelle di Haydn e Mendelssohn, di cui ricorrono i bicentenari rispettivamente della morte e della nascita). In programma quest’anno, a Rocca Costanza, tre concerti di Massimiliano Ferrati (12 agosto), Bruno Canino (15 agosto) e Roberto Prosseda (18 agosto), sempre alle 21. I Concerti di Belcanto (Mariola Cantarero, José Manuel Zapata, Gregory Kunde, Olga Peretyatko) e gli Incontri con gli studiosi della Fondazione Rossini completano, come di consueto, l’attività del Rossini Opera Festival 2009.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-08-2009 alle 10:43 sul giornale del 07 agosto 2009 - 1247 letture

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