La Campagna Palestina Solidarietà boicotterà la 45° mostra internazionale del Nuovo Cinema

27/05/2009 - \"La Campagna Palestina Solidarietà, costituita da associazioni e singoli che da anni lavorano per una pace giusta in Medio Oriente e contro l’occupazione israeliana, accogliendo l’appello al boicottaggio lanciato dalla Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), boicotterà la 45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema che ha in programma una retrospettiva sul cinema israeliano organizzata con il supporto dell’Israel Film Fund\".

Dopo aver chiesto invano spiegazioni sulle modalità di svolgimento dell’ evento all’amministrazione comunale di Pesaro e all’organizzazione del festival cinematografico abbiamo deciso di esprimere, con un boicottaggio non-violento della rassegna cinematografica pescarese, il nostro diritto di critica alla politica israeliana di occupazione e colonizzazione della Palestina.



Coerentemente con le linee guida della Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) il boicottaggio non è rivolto ai singoli film, ai loro registi o più in generale all’opera cinematografica ma alla presenza di un ente israeliano (Israel Film Fund) direttamente collegato con le istituzioni governative israeliane. Come organizzazioni attive nella solidarietà con il popolo palestinese e per una pace giusta in Medio Oriente ci preme ricordare che Pesaro è gemellata da alcuni anni con la città palestinese, situata nella Striscia di Gaza, di Rafah. Questa città è stata duramente colpita durante l’operazione militare israeliana “Piombo Fuso” di alcuni mesi fa, sono centinaia i civili morti o feriti durante i bombardamenti e centinaia le case distrutte o danneggiate.



Oggi, sessanta anni dopo l’espulsione dei palestinesi del 1948 e 41 anni dopo l’occupazione da parte d’Israele dei cosiddetti “territori del ’67”, la condizione d’oppressione che lo stato israeliano impone al popolo palestinese si è fatta ancora più pesante, come dimostrato dalla chiusura della Striscia di Gaza e dall’operazione militare “Piombo Fuso”. Questa operazione militare ha provocato più di 1400 morti, migliaia di feriti e danni incalcolabili alle già precarie infrastrutture civili della Striscia di Gaza.



L’ utilizzo d’armi illegali da parte dell’esercito israeliano durante l’operazione “Piombo fuso” è oggi al vaglio di numerose agenzie internazionali per i diritti umani, le stesse Nazioni Unite hanno chiesto un’accurata indagine indipendente e l’attuale Relatore Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani nei territori palestinesi occupati, Richard Falk, ha parlato apertamente di crimini di guerra. Tutto questo mentre, nella Cisgiordania occupata, l’attività coloniale israeliana continua implacabile con la costruzione di migliaia d’unità abitative e nuove colonie e con la continua confisca di terre palestinesi, come avviene in questi giorni in alcuni villaggi nei pressi di Betlemme. A partire dal dicembre 2007, nella sola area di Gerusalemme Est occupata, Israele ha pianificato la costruzione di 13.000 nuovi appartamenti, mentre la demolizione di case palestinesi procede senza sosta.



Dal 1967 Israele ha demolito, in violazione della Convenzione di Ginevra, circa 24.000 case nei territori palestinesi occupati, di cui 1.600 tra il gennaio 2000 e il settembre 2007. Con la sua condotta Israele ha ripetutamente violato la legalità internazionale che nega allo stato occupante qualsiasi modifica territoriale, demografica, sociale e culturale nelle zone occupate ed ha realizzato un vero e proprio regime di Apartheid nei Territori Palestinesi.



Al riguardo l’ex Relatore Speciale ONU per i Diritti Umani, John Dugard, ha più volte dichiarato che le politiche israeliane nei territori palestinesi occupati sono paragonabili a quelle dell’Apartheid in Sud Africa. Come sottolinea la Campagna Palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI) “…Dati i decenni di oppressione continua, la società civile palestinese invita le persone di coscienza in tutto il mondo a prendere posizione e sostenere la nostra lotta per la libertà e la concretizzazione dei nostri diritti politici, umani e nazionali inalienabili, accogliendo il nostro appello a: boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele fino a che esso non riconosca i diritti dei palestinesi e si adegui alle leggi internazionali.…Registi, artisti e uomini di cultura palestinesi sostengono questo appello e hanno invitato i loro colleghi nel mondo a boicottare le istituzioni artistiche e culturali israeliane, a causa della complicità di queste ultime nel perpetuare l’occupazione israeliana e altre forme di oppressione contro il popolo palestinese.…da tutto il mondo gruppi di artisti, attori teatrali, registi, studenti e studiosi hanno unito i loro sforzi per esprimere solidarietà ai palestinesi che vivono in occupazione, per condannare i crimini di guerra israeliani e il regime di apartheid e per invocare una azione politica efficace, come il boicottaggio, le campagne di disinvestimento e le sanzioni (in sigla BDS).…”



Con Gaza isolata dal resto del mondo da più di due anni e la creazione di un sistema di “riserve indiane” in tutta la Cisgiordania, la Palestina oggi è diventata il banco di prova della nostra umanità, sono queste le motivazioni che ci spingono a rispondere alla chiamata al boicottaggio del Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-05-2009 alle 17:13 sul giornale del 27 maggio 2009 - 1176 letture

In questo articolo si parla di attualità, palestina, Campagna Palestina Solidarietà


ANONOIMO

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Gaio Veneziano

C\'è in corso un imbarbarimento di parte della società e della politica israeliana. Tuttavia guardare solo a una parte come responsabile di tutto il male possibile è molto, molto, molto miope.E pure controproducente. Se ritenete che baicottare la filmografia israeliana possa aiutare i palestinesi vi auguro che raggiungiate il vostro obiettivo. Personalmente trovo molto imbarazzante<br />
l\'intero esame redatto sopra relativo alla questione arabo israeliana.<br />
A proposito c\'è nessuno che si sia interessato più di tanto allo Stato \"presidenziale\" Egiziano che disattente la più elementari norme dello Stato di diritto? Grazie dell\'ospitalità.<br />
Gaio Veneziano

desaguadero

Pienamente daccordo sull\'interrogativo egiziano. Infatti l\'Egitto da sempre è uno stato amico dell\'America, in particolare della politica dei Bush. Non c\'è nulla di strano quindi se trovi l\'Egitto, come dire, poco democratico. Perchè non boicottate il turismo in Egitto? E\' proprio vero che la voce più convincente è quella che informa di meno, ti conforta, non ti contrasta e ti dice solo quello che vuoi sentire\". Gli stati uniti da oltre 40anni hanno un embargo contro Cuba, l\'embargo è più dannoso di un boicottaggio eppure non dite nulla, anzi magari lo ritenete pure giusto.

Famatina

Il boicottaggio al cinema di Pesaro ( e quando si parla di boicottaggio non è che qualcuno ha intenzione di incatenarsi ) ha il senso di accendere un riflettore sul processo di \"normalizzazione\" che vuole portare avanti il governo israeliano. E questo lo realizza grazie anche a la complicità dei governi europei ,cosa che determina soltanto la continuazione della occupazione nei territori ... perché la \"normalizzazione\" porta a questo. Chi legge con un minimo d\'attenzione il comunicato , capisce che la campagna non centra niente con boicottare la filmografia israeliana .... o si legge in maniere molto superficiale o si è in mala fede.<br />
Oppresso e oppressore, prova a leggere la storia tenendo conto di queste due parole...<br />
Le associazioni della Campagna Palestina Solidarietà portano avanti tante battaglie sulla difesa dei Diritti Umani , contro il razzismo e nemmeno mi metto a fare la lista.... no ha senso....<br />
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Scusi signore desaguadero. Lei che fa oltre a scrivere in questo forum? <br />
E\' sempre la politica di \"quello che non fa niente e si mette a criticare a chi ritiene che faccia poco\"

Famatina

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