Confesercenti e Confcommercio al sindaco: no al prolungamento dell\'orario nei bar

pesaro mare 12/05/2009 - In riferimento alla proposta avanzata da alcune associazioni di categoria di allungare l’orario di apertura degli stabilimenti balneari, desideriamo richiamare la legge regionale che disciplina le attività di somministrazione di alimenti e bevande, i regolamenti del Comune di Pesaro e gli accordi presi a livello locale tra associazioni di categoria e amministrazione. 

In primo luogo, la normativa regionale distingue il lavoro dei pubblici esercizi, bar e ristoranti, da quello delle attività collegate alle imprese cosiddette \"di svago\", fra cui gli stabilimenti balneari, nelle quali la somministrazione di alimenti e bevande è secondaria rispetto all’attività principale, rappresentata, nel caso specifico, dall’affitto di ombrelloni e lettini .


In base a tale distinzione, i pubblici esercizi devono rispettare la stessa normativa e gli stessi orari di chiusura, a prescindere dalla loro collocazione: bar e ristoranti operanti sulla spiaggia e nel lungomare possono restare aperti, quindi, anche nelle ore serali e notturne. Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande connessi a un’attività di svago, invece, devono chiudere insieme con quest’ultima. Aggiungiamo, a tal proposito, che gli accordi raggiunti in precedenza tra capitaneria di porto, amministrazione comunale e rappresentanti delle categorie, hanno fissato l’orario di chiusura delle concessioni balneari alle 20,30.


Confesercenti e Confcommercio ribadiscono la necessità di rispettare la normativa regionale e di attenersi agli accordi presi. Il timore, infatti, è che la proposta di prolungare l’orario di apertura delle attività balneari sia finalizzata alla volontà di estendere l’attività di ristorazione di questi esercizi anche nelle ore serali. A questo ci opponiamo con forza, perché non accettiamo l’idea di raddoppiare un servizio che già c’è ed è fornito in maniera più che adeguata sia dai ristoranti sulla spiaggia, sia da quelli nel retro spiaggia, che non dispongono, per altro, a differenza dei bagnini, di nessuna altra entrata accessoria.


Non accettiamo, insomma, che una categoria sia penalizzata rispetto ad un’altra e, per questo, chiediamo semplicemente di rispettare leggi già scritte e accordi già presi, a tutela delle singole professionalità e per il bene del nostro turismo. Il rispetto delle regole valga, infine, anche per la questione delle feste in spiaggia, che dovranno essere non più di una al mese per ciascun bagnino e riservate soltanto ai clienti della concessione balneare, come previsto dagli accordi.


Renato Pinto, presidente Fipe Confcommercio e Giuseppe Cofan, presidente Fiepet Confesercenti.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2009 alle 16:21 sul giornale del 12 maggio 2009 - 1107 letture

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