Mostar, un ponte che divide

donne 16/04/2009 - Arrivano a Pesaro le donne di Mostar. Il legame con l’associazione “Casa del cuore aperto” è nato a seguito dei progetti avviati in Bosnia dall’assessorato alla Cooperazione internazione del Comune, in occasione del viaggio nella memoria. Giovedì 16 aprile, alle ore 21, nella sala Rossa del Comune si terrà un incontro dal titolo “Mostar, un ponte che divide”.

Alla serata saranno presenti l’assessore alla Cooperazione internazionale Sabrina Pecchia e Paolo Pignocchi, membro del comitato direttivo di Amnesty International - sezione italiana, che fornirà un inquadramento storico/geografico del conflitto nella ex Jugoslavia, approfondendo anche l’aspetto della violazione dei diritti in quel conflitto.


Il vecchio ponte di Mostar, quel ponte “a schiena d’asino” costruito nel 1566 su ordine del sultano Solimano il Magnifico era il simbolo dell’unione, della fusione tra le culture che da sempre abitano i Balcani. Ora quel ponte è di nuovo al suo posto ma sul piano della riconciliazione e prima ancora dell’elaborazione del conflitto non s’è fatto praticamente nulla, in questa città come in gran parte della Bosnia. Oggi Mostar è ancora una città ferita e divisa che a stento vede una prospettiva per il suo futuro. Ci sono però esperienze coraggiose e positive che esulano da queste dinamiche come quella che testimonieranno giovedì sera alcune donne di Mostar dell’associazione “Casa del cuore aperto”.


Al viaggio nella memoria, a Mostar, avevano preso parte l’assessore Sabrina Pecchia e un gruppo di studenti del Mengaroni. L’iniziativa è promossa nell’ambito delle iniziative che il Comune ha dedicato alla violenza sulle donne in collaborazione con il Forum delle donne e Amnesty International.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2009 alle 13:02 sul giornale del 16 aprile 2009 - 955 letture

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