Panettoni a 2 euro e i pasticceri della provincia insorgono

panettone 24/12/2008 - Al panettone artigianale, quello vero e tradizionale, non si dovrebbe mai rinunciare. E questo in un momento nel quale la crisi spinge tanti a preferire prodotti industriali venduti a due-tre euro nei centri commerciali che servono solo come prodotto civetta per attirare clienti e che non assicurano la genuinità degli ingredienti e della lavorazione artigianale.

I pasticceri ed i fornai della provincia non ci stanno a passare per ladri e tengono a precisare che il loro è un prodotto che garantisce da sempre ingredienti di prima qualità, una lavorazione corretta ed il rispetto della tradizione. Il panettone del pasticcere è fatto con prodotti di primissima qualità: farina, zucchero, burro, uova, latte, uva sultanina, arancia e cedro canditi. Quello industriale nella maggior parte dei casi contiene invece, conservanti, additivi, polverine e grassi vegetali. Ma quello che incide di più sul prezzo finale è il procedimento, una lavorazione laboriosa che richiede almeno 2 impasti che debbono lievitare per circa 29-30 ore. Quando l’impasto del panettone artigianale è aumentato di circa 3 volte, occorre aggiungere altri ingredienti e lavorarlo ancora prima di metterlo in forno. Tanti passaggi che incidono sul costo finale e che non possono mettere in competizione il panettone artigianale con quello industriale.


Da una analisi fatta - dice la responsabile di CNA alimentare, Luciana Nataloni - emerge che solo gli ingredienti base (farina, uova, burro), hanno un costo che è pari al prezzo di vendita nella grande distribuzione del panettone finito di aziende industriali. Pur analizzando tutti i meccanismi che possono giustificare un prezzo diverso nella grande azienda dotata di tecnologia avanzata, non si capisce come questi prodotti possano essere venduti a 1,50 euro e 2 euro. Solo l’energia per produrli, il confezionamento ed il trasporto costano tanto quanto il prodotto finale di vendita. C’è il fondato sospetto che siano le stesse catene della grande distribuzione a compensare i maggiori costi pur di attirare clienti all’interno degli ipermercati che comunque traggono i profitti dalla vendita di altri prodotti\". Insomma i pasticceri ed i fornai pesaresi non ci stanno ad essere criminalizzati ed anzi rilanciano: “Comprate prodotti artigianali, solo così gusterete il vero panettone della tradizione fatto con prodotti genuini”.


E a proposito di concorrenza c\'è parecchia contrarietà tra gli artigiani per il fatto che in tempi natalizi continuino a proliferare tutta una serie di prodotti che con il panettone hanno poco o niente da spartire. CNA alimentare in proposito, non esclude che, per alcuni casi, si possa arrivare a formalizzare una protesta o un ricorso. \"Non escludiamo - aggiunge la Nataloni - che a livello nazionale ci si debba tutelare contro chi \'abusa\' della denominazione tradizionale per prodotti che sono invece dolci alla cioccolata, magari con ripieno di limoncello, zabaione o con decorazioni di glasse varie. Ci sono altri nomi che si possono usare: chiamateli \"Dolce di Natale\" o \"Pan delle feste\", ma è scorretto definirli panettoni!\" Anche perchè il vero e unico panettone tradizionale ha una sua ricetta ben precisa e una lavorazione codificate da una disciplinare di produzione che regola il marchio di Denominazione controllata”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 24 dicembre 2008 - 1014 letture

In questo articolo si parla di cronaca, CNA Pesaro





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